8 novembre 2011: Berlusconi si dimette


di | 13 Nov 2011

Martedì 8 novembre 2011: Berlusconi si dimette. Il rendiconto dello Stato viene approvato alla Camera con soli 308 voti a favore, la maggioranza non c'è più ed il presidente del Consiglio è costretto al passo indietro. E' il caos più totale. I deputati della Pdl sono in fuga. Gabriella Carlucci, passata all'Udc, scappa via senza rispondere. Giorgio Stracquadanio per evitare le domande si rifugia in una camionetta dei carabinieri. Intanto, la borsa crolla e gli operai di Porto Marghera devono affrontare la crisi. La copertina di Servizio Pubblico.

8 novembre 2011: Berlusconi si dimette

Così il Corriere della Sera sulla giornata che compromette il quarto governo Berlusconi e forse la legislatura:
«Prima la legge stabilità e poi mi dimetto». Sono queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi a Giorgio Napolitano durante l'incontro al Quirinale. Un faccia a faccia, durato quasi un'ora, subito dopo che il premier ha perso la maggioranza alla Camera durante il voto del rendiconto generale dello Stato. Al Colle il Cavaliere è salito con Gianni Letta. E dopo aver lasciato il Quirinale, Berlusconi ha convocato un nuovo vertice con gli esponenti di Lega e Pdl a Palazzo Grazioli. «Prendo atto di non avere più la maggioranza», ha detto il presidente del Consiglio, che poi ha aggiunto: «Io vedo soltanto la possibilità di nuove elezioni, ma deciderà il capo dello Stato». In ogni caso «non sarebbe pensabile dare responsabilità di governo a chi ha perso le elezioni, in democrazia si fa così». L'importante è «preoccuparci di ciò che accade sui mercati finanziari che non credono che l'Italia sia capace di approvare le misure che l'Ue ci ha chiesto». Il Senato potrebbe licenziare in prima lettura il ddl stabilità entro venerdì 18 novembre. MaPier Luigi Bersani frena: «Al momento non ci sono le condizioni per votare il disegno di legge.