Gaetano Murana libero dopo 18 anni di carcere: “Dicevano che ero il killer di via D’Amelio”


di | 21 Dic 2011

Gaetano Murana è tornato in libertà dopo quasi 18 anni di carcere. Palermitano, di professione spazzino, incensurato finché Vincenzo Scarantino non lo accusa di essere tra gli esecutori della strage di via D’Amelio: arrestato il 19 luglio 1994, nel 2003 viene condannato in via definitiva per la strage (all’ergastolo) e per associazione mafiosa (a nove anni). Scarcerato nel 1999, rientra in carcere l’11 marzo 2002 per scontare l’ergastolo, esce il 27 ottobre 2011 per “sospensione della pena”, seguente al crollo delle accuse di Scarantino. L'intervista esclusiva di Walter Molino per Servizio Pubblico, programma di Michele Santoro.

GAETANO MURANA: L'INTERVISTA A SERVIZIO PUBBLICO

"C'era la finale Italia-Brasile: nell'intervallo della partita sento le notizie flash del Tg1. Si parlava di un pentito sui fatti di via D'Amelio, lo conoscevo, era della stessa mia borgata. Vedo la partita, alle 4,30 come ogni mattina mi alzo e vado a lavoro. Prendo una strada contromano e mi fermano. Da quel momento non ho capito più niente, mi portano prima in Questura poi nelle celle di massima sicurezza. Mi dicono che sono coinvolto nella strage di via D'Amelio, io rispondo: 'State scherzando?' Di cosa la accusavano esattamente? "Di aver partecipato alla strage, avere bonificato le vie circostanti. Mi portano a Pianosa, mi mettono in isolamento, mi fanno spogliare sottoponendomi a qualsiasi tipo di sevizia. Nella cella ho visto l'inferno: appena mi vedevano a letto mi intimavano di alzarmi e di camminare senza sosta. Una volta, stremato dalla fatica, mi sono fermato e ho detto alle guardie: 'Entrate e sparatemi'". Gaetano Murana racconta di profilattici messi nel brodo, peperoncino nella marmellata di ciliegie, perquisizioni al figlio piccolo: "Cose senza dignità". Poi il trasferimento a Caltanissetta, "un altro inferno, invivibile". Anche lì ogni genere di angheria, "schiaffi e pedate", risate di scherno. Nel 1999 viene assolto per il reato di strage in primo grado e viene scarcerato in attesa del processo d'appello per associazione mafiosa. Hai mai avuto la tentazione di scappare? "Non ci ho proprio pensato, io ero innocente" Poi però l'appello e la Cassazione la condannano. “Eppure si vedeva che il processo era falso, si vedeva…Non sono mai stato messo a confronto con Scarantino. Che poi ha ritrattato dicendo che mi aveva accusato perché gli ero antipatico e non gli davo confidenza”. Se lei vedesse adesso Scarantino in giro per Palermo cosa farebbe? “Lo inviterei anche a prendere un caffè. Perché si sono presi gioco di lui, e ci è cascato”.