Torni a bordo cazzo!: la telefonata tra De Falco e Schettino


di | 20 Gen 2012

TORNI A BORDO CAZZO: DE FALCO CONTRO SCHETTINO

Ore 1,46 del 14 gennaio 2012: la ricostruzione della drammatica telefonata tra il comandante Gregorio De Falco della Capitaneria di porto di Livorno e Francesco Schettino, il capitano della Costa Concordia. Le illustrazioni sono di Sergio Gerasi per Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro.

IL TESTO DELLA TELEFONATA

De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante? Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco» De Falco: «Mi dica il suo nome per favore» Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante» De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino...». Schettino: «Comandante le dico una cosa...» De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?». Schettino: «In questo momento la nave è inclinata...». De Falco: «Ho capito. Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E' chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un'anima di guai. Torni a bordo cazzo!» Schettino: «Comandante, per cortesia...» De Falco: «No, per cortesia... lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo...». Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua...» De Falco: «Che sta facendo comandante?» Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi...» De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta? Schettino: «No no, non mi sto rifiutando». De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante?? Mi dica il motivo per cui non ci va?» Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l'altra lancia che si è fermata...». De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! E' chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì». Schettino: «Dove sta il suo soccorritore?» De Falco: «Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri Schettino». Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?» De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l'ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo». Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla ...». De Falco: «E che vuole tornare a casa Schettino? E' buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!». Schettino: «(...) Sono assieme al comandante in seconda». De Falco: «Salite tutti e due allora. (...) Lei e il suo secondo salite a bordo, ora. E' chiaro?». Schettino: «Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l'altra scialuppa qua... ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori...». De Falco: «Lei è un'ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O!. E mi viene subito a dire quante persone ci sono». Schettino: «Va bene comandante» De Falco: «Vada, subito!»