Nicola Porro e Rosy Bindi: il dibattito sulla riforma del lavoro


di | 29 Mar 2012

Dibattito in studio tra Nicola Porro de Il Giornale e la presidente del Pd Rosy Bindi sul mondo del lavoro e le riforme del governo Monti: "Il fatto che il governo esibisca il mancato accordo con la Cgil non è stata una mossa vincente" - spiega Bingi - "Il nostro paese è stato portato sull'orlo del baratro da tre anni di negazione della crisi. Le scelte vanno fatte senza mettere in difficoltà i lavoratori e senza mettere in crisi il rapporto tra Monti e il Parlamento".

Nicola Porro e Rosy Bindi a Servizio Pubblico

Porro domanda: "Non crede che la cosa fondamentale che è successa è che questo governo ha fatto una cosa che gli altri governi non hanno fatto? E cioè ritenere che il sindacato non avesse la golden share di qualsiasi riforma, una sorta di diritto di veto?". Bindi non crede "si debba esibire il non aver trovato un accordo con le parti sociali, così come ha fatto la Fornero. Un altro momento drammatico del paese fu quando Carlo Azeglio Ciampi portò l'Italia fuori dal baratro firmando un grande accordo a Palazzo Chigi. La concertazione non blocca lo sviluppo e le riforme, è invece uno strumento".

Bindi sull'articolo 18

Nel corso della stessa puntata la presidente del Pd ha parlato di articolo 18: "Non si tratta di essere di destra o di sinistra, di essere al traino della Cgil o di Monsignor Bregantini. Rispetto il professor Ichino che ha idee ben precise sul mondo del lavoro, gli riconosco un'onesta passione. Però non capiamo perché la soluzione al problema del precariato e ai diritti che mancano passi per la modifica dell'articolo 18. Non accettiamo che il diritto del lavoratore di non subire discriminazione sia messo in discussione. Al governo abbiamo proposto il modello tedesco: il licenziamento per motivi economici può prevedere reintegro o indennizzo ricorrendo a un giudice. Non abbiamo capito perché intorno a questa mediazione si sia rotto il tavolo con le parti sociali".