Parla Angelo Provenzano, il figlio del super boss


di | 14 Mar 2012

Salvo Riina non è il primo figlio di un mafioso che decide di parlare alle telecamere. Nel 2012, Dina Lauricella intervista Angelo Provenzano, figlio del boss Bernardo. Tanti i temi trattati nel corso dell’intervista: la latitanza, lo Stato, Falcone, Borsellino e la malattia del padre: "La verità processuale dice che mio padre è stato capo di Cosa Nostra. Preferisco parlare di verità processuali. Perché la verità è un altro conto".

Angelo Provenzano a Servizio Pubblico

Uno stralcio dell'intervista: Le chiedo la sua opinione come cittadino, ma è chiaro che lei mi parla come Angelo Provenzano, figlio di Bernardo, che sarebbe stato l'interlocutore dello Stato. "Il punto è che questa è una domanda che alla fine ne può rispondere solo ed esclusivamente mio padre. Avendo fatto caso a quello che è successo a Portella della Ginestra, mi sembra un copione che viene recitato una seconda volta. Non è su queste cose che si può fondare uno Stato che ti dia sicurezza, che ti dà la possibilità di avere una fiducia incondizionata. Perché gli errori si fanno, siamo pienamente d'accordo, però quando qualcosa parte dall'interno dello Stato poi si rischia di perdere la fiducia nelle istituzioni. E fa un po' paura questo" Anche a lei? "Certo" Qual è il suo rapporto con le istituzioni? "Le rispetto" Chi sono Falcone e Borsellino per lei? "Due vittime immolate sull'altare della patria"   La mafia ti fa schifo? "Tutti i tipi di violenza mi danno fastidio" Lei ha detto che la figura di suo padre è stata mitizzata "Perché secondo me il primo mito di Bernardo Provenzano è il mito della latitanza" Quello ha contribuito sicuramente "Se mio padre non fosse stato latitante per 43 anni, mio padre molto probabilmente si sarebbe preso qualche ergastolo in meno. Se mio padre fosse stato catturato dopo 23 anni di latitanza, probabilmente io non sarei nemmeno nato"

La cattura del boss

Ma come si è svolta la cattura del boss di Cosa Nostra, arrestato in un casale di montagna vicino a Corleone l'11 aprile 2006? Chi era coinvolto nella trattativa che ha portato le autorità a scoprire il suo nascondiglio? Bernardo Provenzano voleva davvero consegnarsi e avere ampia copertura dallo Stato? Perché la presunta trattativa con il presunto messaggero del boss mafioso saltò? Fu un problema di soldi? Oppure il presunto messaggero era un millantatore?