Artisti 7607 e le domande sull’Istituto Imaie


di | 7 Giu 2012

Cinzia Mascoli, Neri Marcorè, Paolo Calabresi e Claudio Santamaria fanno parte dell'Associazione Artisti 7607 ed hanno deciso di far luce sull'Istituto Imaie. Prima chiuso, poi riaperto e soldi spariti. Nel loro intervento a Servizio Pubblico spiegano i motivi della loro iniziativa.

Artisti 7607

Nel manifesto dell'associazione pubblicato sul blog leggiamo:
Per trent’anni opera in Italia come monopolio “di fatto” esclusivamente l’IMAIE (Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori), fondato nel 1977 dalle organizzazioni sindacali allo scopo di raccogliere e distribuire tutti i compensi maturati dagli artisti italiani ed estinto nel 2009 con motivazioni “sul perdurare nel tempo delle disfunzioni nella gestione dell’ente e sulla sua persistente inidoneità a perseguire gli scopi statutari”. Un gruppo di attori che è l’embrione di Artisti 7607 si chiede come mai l’Imaie abbia accantonato oltre cento milioni di euro degli artisti senza ripartirli. Nel 2010 nasce l’Associazione Artisti 7607. Rappresenta più di mille interpreti italiani.

Imaie: cosa è cambiato?

NUOVOIMAIE è stato costituito il 12 luglio 2010 da Luis Enrique Bacalov, Claudio Baglioni, Massimo Di Cataldo, Marco Masini, Lino Banfi, Enzo De Caro, Andrea Roncato, Edoardo Siravo e Luca Zingaretti. E' governato da artisti democraticamente eletti. Ripartisce i compensi utilizzando strumenti all’avanguardia in piena trasparenza ed efficienza. Intraprende tutte le iniziative che tutelano i diritti e gli interessi della categoria degli artisti interpreti o esecutori. Svolge una funzione mutualistica in favore degli artisti interpreti o esecutori. E' iscritto al Registro delle persone giuridiche della Prefettura di Roma, quale associazione che non ha finalità lucrative. Rispetta un codice etico che definisce la responsabilità etica e sociale di tutti i soggetti che intrattengono rapporti con l’Istituto.