Grillo, il fattore X e la sinistra: l’editoriale di Michele Santoro


di | 16 Nov 2012

Secondo Repubblica Beppe Grillo non è più il pericolo numero uno. Adesso in prima posizione ci sono i talk show. Intanto lunedì i fantastici cinque del Pd si sono scontrati alla ricerca del fattore X. E l'assenza di Berlinguer nel dibattito di sinistra si fa sempre più pesante. L'editoriale di Michele Santoro che apre la puntata di Servizio Pubblico.

Grillo, il fattore X e la sinistra

Un estratto dell'articolo di Repubblica cui fa riferimento Santoro:
Tuttavia, l'indicazione di Grillo circa gli effetti politici della televisione è significativa e fondata. Apparire in tv, nei talk show, in tempi   di delegittimazione dei partiti e dei loro leader, significa venire associati ad essi. Assimilati nello stesso clima antipolitico del tempo. Come, vent'anni fa, la Lega. Esclusa dai media. Eppure aveva successo. Proprio per questo. Perché i media e la tv erano identificati con i partiti   tradizionali.  Il che suggerisce l'analogia di questa fase con il cambio d'epoca di vent'anni fa. Ora, come allora, andare in tv delegittima, invece di   legittimare. Rende impopolari, piuttosto che popolari. Con la differenza, decisiva, che oggi la televisione conta molto più di allora. Vent'anni di democrazia del pubblico guidata da Berlusconi non sono passati invano. Così, oggi la televisione fa molto più male alla politica e ai politici. Anche perché, in tempi di antipolitica, li ha inseriti in format di infotainment e politainment. Naturaliter anti-politici. E perché i politici e i   partiti, negli ultimi vent'anni, hanno abbandonato la società e il territorio per trasferirsi lì. Nei salotti e nei talk show. A recitar la parte   dei cattivi. In alternativa e, più spesso, insieme ai casi turpi di giornata. Tra un delitto irrisolto, un'aggressione e uno scandalo sessuale.