Ingroia: “Non sono un eversore”


di | 7 Dic 2012

"Io mi sento un magistrato che ha applicato la legge e si è attenuto rigorosamente al rispetto delle regole, della legge e della Costituzione. Non sono un eversore". Queste le parole di Antonio Ingroia, ospite di Servizio Pubblico, sulla trattativa Stato-Mafia: "Circa il caso delle intercettazioni che riguardano anche il capo dello Stato credo che ci siamo fatti carico di una responsabilità in più. Una responsabilità istituzionale. Avendo accidentalmente intercettato conversazioni del presidente della Repubblica abbiamo messo in atto tutte le cautele che impedissero che queste intercettazioni venissero fuori".

Ingroia eversore?

"Se avessimo distrutto quelle intercettazioni, saremmo stati costretti a depositarle. E depositandole, come la storia recente ci insegna, diventa molto più alto il rischio che il loro contenuto potesse trapelare. E' questa la ragione per cui ho manifestato la mia profonda amarezza per il comunicato della Corte Costituzionale. Su questo punto c'è un vuoto legislativo e la Consulta doveva intervenire. Invece ha preferito bacchettare la procura di Palermo sostenendo che non avrebbe rispettato la legge" chiosa Ingroia.