Ingroia contro Mannino a Servizio Pubblico


di | 7 Dic 2012

Antonio Ingroia risponde alle parole di Calogero Mannino ed alle domande di Paolo Mieli. Si scaldano gli animi tra l'ex ministro ed il magistrato che viene accusato di essere un mascalzone. Lo scontro in diretta tv a Servizio Pubblico, programma condotto da Michele Santoro.

Ingroia contro Mannino

Ingroia ricostruisce così i rapporti tra lo Stato e l'organizzazione mafiosa: "C'èra un patto politico-mafioso con pezzi della politica, con pezzi della Democrazia Cristiana. Un patto che a un certo punto non regge più: già dal 1987 la Mafia dirotta i suoi voti dalla Dc al Psi. In questo senso Cosa Nostra stabilisce che Lima e Mannino, ritenuti punti di riferimento, vadano uccisi, perché hanno tradito". Mannino interviene da studio: "Ma non è vero, non dire fesserie. C'erano almeno 11 nomi". Ingroia replica: "Quando Cosa Nostra decide di uccidere Borsellino, Brusca aveva fatto già gli appostamenti nei suoi confronti, erano pronti a ucciderla. Riina dà un contrordine: non serviva più farla fuori. Poi arriva la strage di Via D'Amelio: questo significa che lei è stato risparmiato e che la Trattativa è andata avanti. Questa è la verità". "Lei non è più un pubblico ministero quindi glielo posso dire: è un mascalzone. Solo i mafiosi fanno accuse infamanti senza prove" sbotta Mannino.