Maria Rita Rossa e la crisi di Alessandria


di | 8 Feb 2013

Il dissesto economico del comune di Alessandria raccontato a Servizio Pubblico da Maria Rita Rossa, sindaco della città piemontese. La crisi non risparmia il Nord e le casse ne risentono, minando la serenità delle amministrazioni e dei cittadini.

Maria Rita Rossa a Servizio Pubblico

Forse anche per la crisi, nel 2017 la sindaca si è ritrovata ultima nella classifica dei sindaci stilata dal Sole 24 Ore e Ipr Marketing. Rossa a Repubblica si difende così:
Perchè gli alessandrini le hanno regalato la maglia nera? "Dipende da come si leggono i numeri e le analisi. Se si vanno a vedere i dati del 2012 ho preso il 68 per cento al secondo turno con una base elettorale di poco più del 30 per cento. Al primo turno la base elettorale era molto più ampia e ho preso il 36 per cento. Insomma, ho guadagnato sei punti percentuali in cinque anni. Non li ho persi". Questa è la dimostrazione che i numeri si possono sempre girare a proprio favore. Rimane il fatto che nella classifica è ultima. Colpa di cosa? "Io mi sono trovata a governare un Comune in dissesto. Forse dopo cinque anni si sono scordate le condizioni di Alessandria. Il mio predecessore mi ha lasciato 300 milioni di disavanzo negativo. Insomma, un debito di 300 milioni da risanare e un bilancio di 93 milioni con una perdita netta di 53 milioni di euro. In tre anni il dissesto è stato chiuso". Rimettere a posto i conti non porta consenso? "Direi di no. Ho dovuto tagliare la spesa corrente di 26 milioni, alzare le tasse e le tariffe, taglito contributi e benefit. Ora abbiamo un attivo di 2 milioni di euro. Tutte queste cose non portano consenso e voti, ma andavano fatte e sono orgogliosa di quello che ho fatto per la mia città. E per questo mi presento alle elezioni convinta che gli elettori sapranno valutare"