Andrea Zampi e la strage di Perugia


di | 8 Mar 2013

Dina Lauricella per Servizio Pubblico è a Perugia. Nella sede della Regione della città umbra si è consumata una sparatoria che ha portato alla morte di due persone e dello stesso autore del folle gesto. Un piccolo imprenditore, Andrea Zampi, ha aperto il fuoco uccidendo due impiegate, per poi suicidarsi.

Andrea Zampi e la strage del Broletto

La Nazione riferisce del ritrovamento di un diario in cui Zampi aveva appuntato il piano della strage:
«The final countdown». Così Andrea Zampi aveva intitolato il suo memoriale. Centouno pagine scritte al computer nei mesi precedenti alla tragedia del Broletto e ritrovate solo dopo la ‘strage’. Un racconto allucinato e allucinante. Si tratta di un fascicolo, redatto in due copie, in cui l’uomo sfoga tutta la sua amarezza, rivela tutta la sua disperazione, riversa tutta la sua sofferenza. E anticipa ciò che poi effettivamente farà la mattina del 6 marzo 2013: «Alcuni della Provincia e della Regione — scrive Zampi in uno dei primi passi — abbassano lo sguardo quando mi incontrano. La coscienza parla, dopo che mi hanno massacrato, non è sufficiente, ora arriva la morte». Le sue intenzioni sono chiare e vengono esplicitate in più di uno stralcio: «Ora sono malato, soffro tantissimo, e quindi ora pagate l’errore fatto. Voi avete annientato la mia vita, io anniento la vostra». Zampi scrive chiaramente di una «irruzione a mano armata nell’Istituzione pubblica Regione Umbria» e ammette: «Mi dispiace non entrare in Provincia a terminare chi di dovere, perché sono loro che hanno iniziato il tutto». Il «Final countdown» di Andrea Zampi terminerà in un bagno di sangue: «Io sono avvelenato contro la massoneria, come la politica locale mafiosa, e ho dei buoni motivi, motivi di morte».