Travaglio e la rottamazione: “Arriveranno nuovi politici”


di | 15 Mar 2013

Marco Travaglio traccia la linea da seguire per ridare credibilità alla politica. "Le persone che potranno parlare con i lavoratori ed i giovani arriveranno. Ma solo quando avremo mandato a casa i vecchi modi di pensiero tipici dei partiti di adesso".

Travaglio e la rottamazione

Nel corso della stessa puntata di Servizio Pubblico il giornalista del Fatto si sofferma sulle figure di Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi: "L'Italia in ostaggio è sempre l'Italia, la solita. La politica rimane ostaggio di un presidente di 88 anni, che entrò in Parlamento nel 1953, 60 anni e 7 papi fa. E di un Papi di 77 anni che fa politica da un ventennio e vive asserragliato in una stanza del San Raffaele. Perché se esce rischia di finire a San Vittore. Processare Berlusconi prima delle elezioni non si può perché c'è la campagna elettorale. Processarlo dopo non si può perché ha da fare con il post-voto. Allora i processi quando si fanno? Mai" - arringa Travaglio - "Magari una parolina di Napolitano su quell'attentato alla democrazia che fu la compravendita di De Gregorio non avrebbe guastato...In verità non se ne è accorto nemmeno il Pd. I voti del Pdl d'altronde servono a puntellare il prossimo governissimo e a eleggere il prossimo presidente della Repubblica".