La retromarcia di Berlusconi e i diversamente berlusconiani


di | 3 Ott 2013

Luca Bertazzoni racconta per Servizio Pubblico “la giornata storica” che ha sconvolto gli equilibri del Pdl, tra falchi e colombe, scontri interni, riunioni, chiarimenti e spaccature. La copertina della seconda puntata.

La retromarcia di Berlusconi su Napolitano

La cronaca di Repubblica:
E' una giornata che, senza enfasi, il premier Enrico Letta definisce storica. Per la prima volta Berlusconi è costretto a ripiegare e a cedere sovranità innanzitutto all'interno del suo partito. In particolare alla decisione imposta da Angelino Alfano. Una rivoluzione politica che rafforza il governo perché ora, chiarisce Letta, la "maggioranza politica" varrà più di quella numerica. Con la sanzione finale - a tarda sera - anche del Quirinale: "Il governo ha vinto grazie alla fermezza - recita una nota di Napolitano -e ora non sono più tollerabili giochi al massacro". Il governo incassa la fiducia sia al Senato (235 sì, 70 no) sia alla Camera (435 sì, 162 no). E, insieme, si assiste a una spaccatura ai limiti dell'implosione del Pdl, simboleggiata da passaggio in poco più di un'ora dal Sandro Bondi che scandisce in aula 'fallirete', e il Silvio Berlusconi che con un sorriso tirato si arrende e annuncia il sì al governo. Letta non si fa sfuggire l'occasione per affondare il colpo e spuntare l'arma della minaccia: "Ora basta con i ricatti, tanto si è dimostrato che il governo non casca".
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