I poliziotti che “sorvegliavano” Scarantino/1


di | 30 Gen 2014

Scarantino è un picciotto di borgata quando nel 1992 viene arrestato per la strage di via D’Amelio. Dopo un anno di carcere duro a Pianosa, decide di collaborare spiegando per filo e per segno come e perché sia stato organizzato l’omicidio Borsellino. La sua testimonianza ha sancito ergastoli e scritto una delle pagine più buie della storia del nostro Paese, quando, a sorpresa, decide di ritrattare tutto puntando il dito contro poliziotti e magistrati che, a suo dire, lo avrebbero costretto a testimoniare ciò che non aveva mai fatto, visto o sentito: “Le sere prima mi leggevano tutto e io dovevo memorizzare tutto quello che sentivo”, sostiene. Questa è la ricostruzione delle testimonianze di quei poliziotti, al tempo addetti alla sorveglianza di Scarantino, rilasciate nel corso del quarto processo sulla strage di Via D’Amelio.