La verità di Scarantino


di | 30 Gen 2014

"Su di me ho subito terrorismo psicologico e fisico: non mi sono presentato in questura e sono stato arrestato." Secondo il finto pentito, la giustizia sapeva benissimo che lui era innocente, infatti la Boccassini gli disse "io non le credo".

La verità di Scarantino

Scrive Repubblica:
Quello che era considerato il testimone più importante della strage Borsellino comincia così il suo racconto: "Io non sapevo neanche dov'era via D'Amelio. Ho parlato solo per paura: mi torturavano, mi picchiavano, mi facevano morire di fame". Il balordo di borgata è diventato "superpentito" sotto sevizie di poliziotti e agenti penitenziari, depistando l'indagine su uno dei grandi misteri d'Italia. E' questa la verità di Vincenzo Scarantino, palermitano "malacarne" senza quarti di nobiltà mafiosa, una sconvolgente ricostruzione che affiora dagli atti della revisione del processo per l'attentato di via Mariano D'Amelio. Nella denuncia di Scarantino viene descritta una "Guantanamo prima di Guantanamo" qui in Italia, crudeltà e violenze per far confessare retroscena di massacri mai compiuti. Dopo tanti anni s'indaga ancora su quelle torture ma non c'è certezza sui personaggi implicati: da una parte le confessioni di un pentito costruito sicuramente "a tavolino" e dall'altra la difesa di poliziotti che negano tutto.