Il cambio di posizione di Grillo sul governo tecnico


di | 13 Feb 2014

Riccardo Fraccaro prova a spiegare le due posizioni assunte da Grillo in due momenti distinti della vita politica. Prima a favore di un Governo tecnico, poi contrario. "Una cosa è andare in Parlamento e chiedere la fiducia su una persona. Un'altra cosa è tramare alle spalle del Parlamento per imporre una persona. Questa è la verità".

Riccardo Fraccaro su Beppe Grillo

"Io sono anche in disaccordo in parte su quello che ha detto Grillo. Lo giustifico e condivido solo una problematica che non si è affrontata. Il fatto che c'era una legge incostituzionale come il Porcellum, Il problema vero relativo a Giorgio Napolitano è che di fronte ad una crisi economica e di credibilità della classe politica, lui ha pensato bene di scendere in campo. Da arbitro è diventato allenatore. L'errore è stato quello di non tornare alle elezioni per rinnovare quella classe politica delegittimata".

Grillo nel 2011

Il leader del Movimento nel luglio del 2011 scrisse una lettera aperta al capo dello Stato. “Spettabile Presidente della Repubblica, quasi tutto ci divide tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra nazione. L’Italia è vicina al default. Il Governo è squalificato. Lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con l'unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi.” Nel 2014, la posizione del leader del Movimento 5 Stelle cambia radicalmente…

Beppe Grillo nel 2014

Beppe Grillo, alla luce delle rivelazioni di Alan Friedman sui rapporti tra Monti e Napolitano già nel giugno del 2011, scrive un duro post sul suo blog. “Un Savoia al posto di Napolitano avrebbe avuto più ritegno. Berlusconi era allora un presidente del Consiglio regolarmente eletto. Non era ancora stato condannato e fatto decadere. Fu sostituito con un tecnocrate scelto da Napolitano senza che il Parlamento sfiduciasse il governo in carica. Un Presidente della Repubblica ha svolto funzioni che non gli sono attribuite dal suo incarico senza che gli italiani ne fossero informati.”