Matteo Rischiatutto: la versione testuale dell’anteprima di Michele Santoro


di | 19 Feb 2014

E va bene, buttati Matteo. E ti auguro di cuore di avere fortuna, e vediamo se le tue sono solo chiacchiere o sputacchiere di legno, che quelle il banco non le prende in pegno. Non l’hanno fatto per cose molto più gravi, ma questa volta i giornali hanno bloccato, hanno legato le mani del presidente della Repubblica, che altrimenti avrebbe difeso Enrico Letta fino all’ultimo respiro. Letta che è uscito di scena con molta più dignità e molto più prestigio di quando vi era entrato. Letta è uno prudente, tu invece, Matteo, sei uno che ama vivere pericolosamente e oggi ti giochi tutto. A costo di passare per uno di quella casta che, se deve decidere tra i cittadini elettori e la poltrona, sceglie la poltrona. Ma i delusi potranno ricredersi presto, perché basteranno soltanto pochi mesi per capire se è nata una nuova stella nel firmamento politico italiano oppure era solo un’altra puntata del Grande Fratello. Diventi presidente con la spinta del Corriere della Sera, che già spinse Monti e Letta, quindi toccati Matteo, e anche quella di Confindustria e, se ho decifrato bene, persino con qualche telefonata di Berlusconi. Il quale, siccome non sa più che pesci pigliare, allora gli fa comodo fare l’oppositore delle tasse, degli immigrati, dell’euro, della Germania, del cattivo tempo, e così nel frattempo sistema due o tre cosette che riguardano le sue aziende. D’altra parte guardate la Santanchè, poverina, cosa ha capito del libro di Friedman, che per il risorgimento di Matteo Renzi è un po’ come “Le mie prigioni” di Silvio Pellico per il risorgimento italiano. Siccome quando Napolitano, con Silvio ancora presidente, incontrava Monti e incontrava anche Passera per proporre a Monti di fare il presidente del Consiglio e a Passera di dargli qualche dritta per un programma di un futuro governo, e siccome tutti insieme non riuscivano a rovesciare il Cavaliere dal suo cavallo allora, udite udite, questo ha capito la Santanchè, su input dell’odiata Merkel, le banche tedesche hanno cominciato a vendere massicciamente i titoli italiani che, attenzione, invece erano remuneratissimi e anche sicurissimi, eh. Per creare ad arte un effetto catastrofe. E se fosse vera una cosa simile allora Napolitano, e Monti che si è sentito in dovere di confessare, sarebbero veramente colpevoli di Alto Tradimento, di aver favorito gli interessi di una nazione straniera. Ma i colleghi della Santanchè, se ci fate caso, gridano al golpe, ma poi quando arrivano a votare sull’impeachment per non fare la figura dei peracottari si astengono. Con questi critici, il presidente Napolitano resta un gigante. Ma mi piacerebbe sapere che cosa pensa di Monti, di questo accademico algido, presuntuoso, diventato anche politicamente irrilevante, che ha messo in ginocchio un Paese. E che poi se ne va in giro a raccontare di quando gli hanno proposto di fare il presidente del Consiglio e prima aveva raccontato di quando gli avevano proposto di fare il presidente della Repubblica. Il problema che io chiederei volentieri a Napolitano, se potessi parlargli direttamente, è: “Ma siamo sicuri che se fossimo andati a votare per Bersani, Bersani si sarebbe mostrato molto peggio di Monti?” Forse, ma saremmo stati noi a scegliere, e quindi saremmo stati noi ad avere sbagliato. A questo serve il voto. E adesso anche tu, Renzi, ci vieni a dire che dobbiamo aspettare per votare. Attenzione: con un parlamento viziato di legittimità dobbiamo aspettare addirittura la fine della legislatura perché prima vengono le riforme e, naturalmente, prima viene sempre l’emergenza del Paese. Ora, io direi, tu ci parli sempre di Obama. Ma dietro a Obama c’erano milioni e milioni di persone che si riconoscevano con le loro speranze in Obama e che le hanno trasferite in un voto, che hanno dato forza a un grande cambiamento. Tu invece questa sera, Renzi, ti butti. Non vinci, attenzione: ti butti. Ma il tuo popolo non si butta con te. Il tuo popolo resta a guardare. È tuo il rischio, è tua la scommessa. La vera partita per gli italiani comincerà soltanto quando finalmente potranno votare, sempre che qualcuno glielo consenta.