Testo: I golpe all’italiana

di 17 Feb 2014
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Il nostro studente inglese a Roma ha scritto un’altra lettera alla fidanzata a Londra.

“Cara Mary, qui in Italia è un divertimento dopo l’altro, meglio dello zoo quando aprono le gabbie. Solo lunedì i giornali titolavano: “Napolitano blinda Letta”. “Renzi: io al governo, ma chi me lo fa fare?”. Bene, sai come è finita?: Letta s’è dimesso. Napolitano l’ha scaricato. E al suo posto indovina chi arriva? Renzi. Nel frattempo è successo un casino per il libro di un giornalista americano che parla come Stanlio e Ollio. Ha scritto un libro e ha rivelato che nel 2011, 5 mesi prima che cadesse il governo Berlusconi, Napolitano aveva già prenotato Monti per rimpiazzarlo. E Monti era subito corso a raccontarlo a Prodi e De Benedetti e probabilmente ad altri, mentre il banchiere Passera scriveva il programma del nuovo governo, con Berlusconi ancora in carica. Il Financial Times s’è molto stupito e ha titolato “The italian job”, che qui ricorda “I soliti ignoti”, film di Totò sulle imprese criminali di una banda di cazzari.

In Italia invece non si è stupito quasi nessuno, anzi. I giornaloni hanno minimizzato. Hanno detto detto: ma che notizia è? La sapevamo tutti. Però s’erano dimenticati di scriverla. Napolitano ha risposto che è tutto fumo, e comunque quello che fa lui deve rimanere segreto, come dice una sentenza della Corte Costituzionale. Allora io mi sono informato, cara Mary, e ho scoperto che la Corte Costituzionale non si riferisce ai giornalisti, ma ai magistrati che non possono intercettare il Presidente, nemmeno casualmente e nemmeno sul telefono di un altro. Cioè, prima di intercettare uno spacciatore, per dire, devono domandarsi: non sarà mica amico del Presidente? Mica gli telefonerà? E, nel dubbio, astenersi dall’intercettarlo. Napolitano, l’altro giorno, in Portogallo, ha incontrato re Juan Carlos di Spagna che lo guardava tutto invidioso. E gli diceva: “Scusa collega, mi devi spiegare una cosa che mi fa impazzire. Ma com’è che io sono re e i giudici processano mia figlia, mentre tu non sei re e riesci a fare bruciare addirittura le tue intercettazioni? Adesso non vorrei che anche il povero Friedman venisse trascinato davanti alla Corte Costituzionale e gli bruciassero pure il libro per lesa maestà.

Comunque in Italia tutti dicono che Napolitano ha fatto benissimo a consultare Monti 5 mesi prima che cadesse Berlusconi: si era solo portato avanti col lavoro, non voleva farsi cogliere impreparato. Infatti l’impeachment dei 5 Stelle se lo sono fumati in 20 minuti. Del resto, come scrive l’ex ministro Padoa Schioppa nei suoi diari, Napolitano aveva fatto la stessa cosa durante il II governo Prodi. C’era quel poveretto che combatteva con un solo voto di maggioranza al Senato, anche perchè Berlusconi i senatori li comprava uno al giorno, e Napolitano invece di difenderlo gli diceva: tranquillo, sto facendo delle esplorazioni per cercare una nuova maggioranza. Naturalmente di larghe intese, perché lui è proprio una siringa monodose, sempre quella medicina ti inietta. Ma neanche quella rivelazione ha fatto scandalo: ma sì dai, si sa, il Presidente è fatto così, appena nasce un governo, lui consulta qualcuno per farne un altro. Gli anziani in fondo sono fatti così: hanno sempre paura di restare senza mangiare e infatti assiepano i supermercati per fare la scorta. Diventano previdenti e si premuniscono.

Non ci crederai cara Mary, ma lo sai chi è l’unico che ha protestato contro Napolitano? L’unico che dovrebbe fargli un monumento, Berlusconi. L’ha accusato addirittura di golpe (anche se lui dice golp, crede sia una parola inglese, o forse lo confonde con golf). In Italia si dice “chiagni e fotti”. E lui chiagne e fotte come nessuno. Senti questa, Mary, perché è strepitosa. Nel novembre 2010, il Cavaliere viene mollato da Fini e dai suoi che gli presentano la mozione di sfiducia e praticamente gli levano la maggioranza alla Camera. Ma Napolitano, il golpista, che cosa fa? Dice: prima votiamo la manovra finanziaria e poi il mese dopo la sfiducia. E Berlusconi che, come dice Cecchi Gori, se gli dai un dito ti si prende anche il culo, che cosa fa? Compra una carrettata di deputati e a dicembre ha di nuovo la maggioranza, la mozione di sfiducia di Fini è bocciata. E Napolitano zitto.

Il 2011 esplode la crisi finanziaria. L’Europa chiede una manovra lacrime e sangue. Ma Berlusconi e Brunetta, che sono due gaudenti della madonna, vogliono tagliare le tasse. Tremonti dice che non c’è un euro e allora non gli parlano più. Il governo presenta tre manovre, tutte finte. Poi Berlusconi si arrende e si fa scrivere una lettera dalla Bce per farsi dire le cose da fare e salvare la cadrega. Ma anche la quarta manovra è piena di buchi. Gli speculatori, che si erano appena fumati la Grecia, stavano cercano giusto un altro Paese da spolpare. Indovina quale hanno scelto? L’Italia. Il Cavaliere nel frattempo se ne stava in Costa Smeralda e dicva: “Da qui la crisi non si vede, l’Italia è benestante, i ristoranti sono pieni e gli aerei pure”. A Bruxelles, appena sentono la parola Berlusconi, Merkel e Sarkozy scoppiano in una risata omerica. A novembre fuggi fuggi generale: scappano da Berlusconi persino i deputati che si era comprato, tanto che cerca di ricomprarseli una seconda volta ma non c’è niente da fare. Fine della maggioranza, dimissioni, spread è a 575. La Spagna che è messa più o meno come l’Italia, risolve con le elezioni: Zapatero non va bene, dentro Rajoy. E si salva. L’Italia invece non può, non si usa proprio: anche perché se si andasse alle elezioni in quel momento Berlusconi non lo voterebbero manco le Olgettine.

Ma niente paura, lo salva Napolitano con un altro golp. Chiama Monti che sta a Francoforte e gli dice: “Niente in contrario se ti faccio senatore a vita e anche premier? E Monti, che è un uomo sobrio e schivo, cade in preda a un lungo tormento interiore. Tre minuti in tutto, poi richiama: “Accetto”. I giornali srotolano le lingue a pennello: ma quant’è tecnico Monti, ma quanto è sobrio Monti, ma che bel loden questo Monti, ma la moglie di Monti, ma il cane di Monti! Sobrio pure il cane di Monti! Risultato: un anno di massacro sociale, 390 mila esodati, tasse dappertutto, lacrime e sangue solo per i poveracci. Ricchi e banchieri invece ridono. Sobriamente ma ridono. Nel giro di un anno che cosa è successo? Che il Pd si è dissanguato, mentre Berlusconi accende un cero alla Madonna di Arcore, vota tutto, pure l’Imu, sempre fingendo di stare all’opposizione. E alla fine dell’anno di Monti è come nuovo, risorto. I giudici sono persino riusciti a mandargli in prescrizione il processo Mills. Dell’Utri, non avvertito del nuovo corso, era fuggito a S. Domingo per non finire dentro per mafia, poi la Cassazione gli annulla la condanna e può tornare in Italia: “Potevate dirlo, m’avete fatto prendere uno spavento pazzesco”. Il titolo Mediaset, unico in Europa, va alle stelle. Tutto per colpa del golp di Napolitano.

Un anno fa si vota. Finalmente gli italiani bocciano le larghe intese. Il Pdl perde 6,5 milioni di voti, ma il Pd riesce a perderne 3,5 e non ha la maggioranza. Il Cavaliere se la vede brutta per due giorni interi: se Prodi o Rodotà andassero al Quirinale potrebbe nascere un governo Pd-5Stelle e lui sarebbe fottuto. Ma a quei due ci pensa il Pd, alla vecchia maniera, e li fa fuori uno dopo l’altro. Il Cavaliere ha in mano una sola carta vincente: Napolitano, quello del golp. Lo fa rieleggere e zac! siringa monodose, larghe intese col nipote di Gianni Letta per la pacificazione nazionale. I giornali risrotolano le lingue: ma quant’è giovane questo Letta, ma quant’è bello questo Letta, ma quant’è bravo, ma che bei ministri signora mia! La rivoluzione dei quarantenni, una figata pazzesca. In agosto il classico imprevisto.

Un certo Esposito, rifila a Berlusconi la prima condanna della sua lunga carriera d’imputato, con decadenza incorporata. Lui lascia il governo, anche perché vuole la grazia senza chiederla e non si può. Ma il governo lo salvano Alfano, Schifani, Cicchitto, tutte brave persone: è il governo Alfetta. Letta e Napolitano dicono: “Ora il governo è più forte, arriviamo al 2018 e anche oltre, chi ci ferma più”. Solo che nel frattempo il governo si è dimenticato di governare e ne combina di tutti i colori, però Renzi giura: “Io non voglio cambiare il governo, voglio cambiare l’Italia”. Passano due mesi e Letta aggiunge: “Non voglio galleggiare”. E infatti affonda.

Arrivano le rivelazioni di Friedman. Napolitano, dopo le rivelazioni sulle manovre pro Monti, non può fare manovrare pro Letta, così resta lì inerte e lo molla. Renzi lo sa che rischia grosso, e infatti dice ai suoi: “Se lascio Letta a governo mi gioco l’osso del collo, se vado al governo mi gioco il buco del culo”. Un teorema, quello dell’ossobuco, un po’ volgarotto ma rende bene l’idea. Infatti il Pd va in frantumi e B. se la ride: spera che si bruci anche Renzi, così se prima ammazzava i leder del Pd uno dopo l’altro, ora li ammazza due alla volta. E intanto sconta i 9 mesi di servizi sociali,che poi son 7 grazie allo svuotacarceri, e a fine anno è come nuovo. Capito, Mary, ha capito come sono i golpe all’italiana? Uno spasso. Si gode sempre come dei ricci, basta non essere italiani.

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