La tragedia di Vito Scafidi, morto a scuola


di | 13 Mar 2014

Cinzia Caggiano è la mamma di Vito Scafidi, morto nel crollo della scuola di Rivoli il 22 Novembre 2008. Da allora porta avanti una battaglia per una scuola sicura per tutti i genitori ed i bambini che quotidianamente studiano in edifici non a norma. Nel marzo 2014 ricevette una telefonata dal premier Matteo Renzi, che prometteva investimenti nell'edilizia scolastica. Oggi, dopo il crollo dell'intonaco in una scuola di Ostuni che ha ferito due bambini e una maestra, cosa è cambiato?

La tragedia di Vito Scafidi

Le parole di Cinzia Caggiano, la madre di Vito. "Quella di mio figlio era una tragedia annunciata come aveva detto Bertolaso il giorno dopo l'accaduto. Nove milioni di studenti rischiano la vita tutti i giorni nelle scuole italiane. Negli ultimi vent'anni non si è mai investito nell'edilizia scolastica per la ristrutturazione. Era meglio fare scuole nuove per inaugurarle e tagliare il nastro per farsi pubblicità politica. Mi ricordo le parole di Berlusconi che dopo la tragedia usò la parola fatalità. Non penso che sia una fatalità se cade un soffitto e il processo ci ha dato ragione".

La sicurezza nell'edilizia scolastica

L'analisi di Giorgia Meloni: "Per quanto si possa essere avversari politici nessuno farebbe una telefonata di impegno ad una mamma che ha perso un figlio senza avere i soldi per mantenere la promessa fatta. 1,3 miliardi erano già stati stanziati dal governo Letta e Renzi ha detto che aggiungerà due miliardi. Non sono i dodici miliardi che ha detto Bertolaso ma sono comunque un segnale. Il nostro problema è che in Italia il 40 % degli edifici scolastici non nasce come scuola, sono modifiche di destinazione uso".