I conti in tasca a Renzi


di | 18 Mar 2014

L'editoriale di Gianni Dragoni su Renzi. L'analisi dei tagli e delle coperture.  Acrobazie politiche o mosse realistiche? La mossa più importante di Renzi, lo abbiamo detto, sono questi 10 miliardi per rendere più pesante la busta paga di circa 10 milioni di lavoratori dipendenti. Dove prende i soldi Renzi? Renzi ha detto che 7 miliardi verranno dai tagli alla spesa pubblica. Ma il commissario Cottarelli, nominato da Letta, ha detto che quest’anno si potranno fare risparmi di spesa per 3 miliardi “al massimo”. Vedremo chi ha ragione, intanto alcuni giornali oggi hanno anticipato che nel piano di Cottarelli è previsto anche un contributo di solidarietà temporaneo sugli assegni di pensioni più alte, ma, tranquilli Cottarelli ha assicurato: l’85% dei pensionati è esentato. Chi sarà allora a pagare? Solo il 15% dei pensionati. Secondo il Corriere e il Sole, chi prende 2.000 o 2.500 euro al mese, ma potrebbe essere necessario – secondo un calcolo che abbiamo fatto sui dati Inps – arrivare a toccare assegni ancora più bassi: circa 1.750 euro netti al mese. Anche Letta aveva previsto un prelievo sulle pensioni ma sugli assegni sopra i 90mila euro l’anno. Prima di lui ci avevano provato pure Monti e Berlusconi ma in entrambi i casi la misura fu bocciata dalla Corte costituzionale. Altri 2 miliardi, secondo Renzi, potranno venire dalle tasse sul rientro dei capitali dall’estero. Anche questo è un decreto di Letta. Però alla Camera queste norme sono state infilate in un disegno di legge, e ci vorrà molto più tempo per l’approvazione.

Gianni Dragoni su Renzi

Renzi prevede di risparmiare altri 3 miliardi sugli interessi sul debito pubblico. Perché lo spread è diminuito, già durante il governo Letta. Ma questo risparmio si potrà contabilizzare con certezza solo a fine anno. Attenzione, una novità rispetto a Letta c’è. Renzi dice che, siccome quest’anno è previsto un deficit del 2,6% rispetto al Pil, il governo potrebbe far salire il deficit fino al tetto del 3%. Salirebbe anche il debito pubblico, ma Renzi avrebbe così a disposizione fino a 6,4 miliardi in più per ridurre le tasse. “7+6 sono 13 miliardi” dice Renzi. Ma per fare 13 il governo dovrebbe essere autorizzato da Bruxelles a fare quest’operazione. E la Bce ha ammonito: l’Italia non ha fatto nessun progresso sulla riduzione del deficit. Altrimenti, con tutte queste acrobazie, Renzi rischia di rompersi l’osso del collo.