Napoli: l’ispettorato del lavoro ha ancora un senso?


di | 6 Mar 2014

“La situazione territoriale è critica dal punto di vista del lavoro in nero. Il popolo nel nostro lavoro ci crede ancora, dobbiamo vedere se ci crediamo noi.” Renato Pingue, dirigente dell'ispettorato del lavoro di Napoli, difende il suo operato di fronte alle critiche che hanno seguito la morte di Eddy e il suo ruolo in un contesto difficile, fra infiltrazioni mafiose e lavoro nero. L'intervista di Stefano Maria Bianchi.

La critica all'Ispettorato del lavoro

Giovanni Di Matteo, presidente esercenti Casalnuovo, ripercorre i motivi del suicidio di Eddy De Falco. "Adesso non parlo come rappresentante della categoria commercianti ma come amico di Eddy, lo conoscevo da vent'anni. Bastava alzare il telefono e il problema si risolveva. Il problema è quando uno si sveglia la mattina e prende uno schiaffo, poi ne prende un altro e un altro ancora. Uno non si uccide per l'ultimo schiaffo ma per una serie di schiaffi che ha preso durante tutto il suo percorso. Non sono i duemila euro. Io gli ispettori li condanno moralmente ma legalmente stavano facendo quello che i politici gli hanno detto di fare. Mors tua vita mea, così funziona. Hanno fatto il loro lavoro ma hanno fatto schifo nei confronti di questa famiglia. Il problema è una legge assassina".