Nadil, dalla tortura alla Svezia


di | 15 Mag 2014

“Nel mio Paese facevo il fotografo, ma sono stato arrestato due volte per il mio lavoro: mi hanno squarciato i  polpacci e ricucito senza anestesia, mi hanno appeso 72 ore per le braccia” racconta Nadil, fuggito dalla Siria di Assad verso la Svezia, in cerca di una nuova speranza. “Il viaggio fino a qui mi è costato 10 mila euro, ma ora posso pensare a un futuro”.