Ilva: il lavoro che uccide


di | 5 Giu 2014

“Il nostro scopo a 18 anni era entrare all’Ilva. Oggi siamo usati solo per il Pil nazionale e qui si muore” racconta un operaio di Taranto. La riconversione produttiva è distante anni luce e una delle baie più belle d’Italia resta deturpata dall’inquinamento. Andare via, però, non è un’opzione:  “Non possiamo, altrimenti continuerebbero a speculare. Siamo costretti a difendere un posto di lavoro che uccide”. La moglie, ammalata di tumore, è costretta a dure sedute di chemioterapia e guarda dall’ospedale le ciminiere dell’Ilva: “Fa rabbia, mi sono ammalata per questo? Taranto ormai è un registro dei tumori”.