Ebola: Perché a Big Pharma non interessano le “medicine dei poveri”


di | 6 Nov 2014

Big Pharma. L'editoriale di Gianni Dragoni. "Per fermare ebola servono strutture e personale qualificato. Quindi servono soldi. Fino a qualche mese l'organizzazione mondiale della sanità stimava il costo a 490 milioni di dollari. Ora siamo a più del doppio, più di un miliardo di dollari. Ma di soldi ce ne sono pochi. Gli Stati Uniti hanno messo 750 milioni di dollari ma Obama ha chiesto al Congresso altri sei miliardi di dollari. La Gran Bretagna è quella che di più ha messo in Europa: 125 milioni di sterline. L'Unione europea in totale ha recentemente raddoppiato l'impegno fino ad un miliardo di euro. L'Italia solo cinque però Renzi ha promesso 50 milioni di euro".

Ebola e Big Pharma

L'organizzazione mondiale della sanità ha affermato che se da 40 anni non è stato trovato un vaccino per ebola è perché il virus ha colpito le nazioni più povere dell'Africa. Ebola fino ad adesso è stato un no business case per le grandi industrie farmaceutiche mondiali. Big Pharma investe per la ricerca sulle medicine 130 miliardi di dollari ogni anno. Ma solo 527 milioni per le medicine destinate alle malattie dei più poveri. Adesso che il virus è arrivato in occidente fiutano l'affare".

Renzi e Big Pharma

"Un mese fa Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi gli amministratori delegati di 11 colossi mondiali della farmaceutica. E li ha invitati a investire in Italia. Glaxo, Johnson & Johnson, Bayer, Merck, le italiane Menarini e Chiesi, e i giganti svizzeri Novartis e Roche".