Parla Paolo Setti Carraro, medico in quarantena per Ebola


di | 3 Nov 2014

Parla Paolo Setti Carraro. Il medico in quarantena per Ebola a Mariano Comense, dopo una serie di contatti a basso rischio con le fonti del virus nell'ospedale di Pujeun, in Sierra Leone. "Sono in quarantena, ma non ho febbre, non ho sintomi, sono sano e non posso essere infettivo. Nell'ospedale dove mi trovavo le infermiere hanno infranto il protocollo di sicurezza, entrando in contatto diretto con due malati, e questo ha portato a infezioni e morti. Dal punto di vista del nostro operato non abbiamo paura. Sapevamo cosa si faceva, sapevamo come difenderci dal rischio di ebola nel contatto con i pazienti.

Il racconto di Paolo Setti Carraro

"Il problema nasce quando lavori con persone che non ti dicono la verità, che ti nascondono di avere la febbre e dei sintomi. E a questo punto diventa impossibile difendersi a 360 gradi. Il personale nazionale della Sierra Leone ha una percezione di Ebola molto particolare. Qualcuno pensa addirittura che Ebola non esista".

Un giorno in Sierra Leone

Ebola, Lakka, Sierra Leone. Il primo italiano colpito dal virus lavorava nel centro di Emergency, aperto a settembre da Gino Strada per curare i malati di ebola. Nel video una giornata con i volontari. Le procedure meticolose per evitare il contagio, l'assistenza ai malati, la sfida quotidiana per portarli alla guarigione.