Antonio Mancini: “Solo un politico può muovere i fili di Mafia Capitale”


di | 11 Dic 2014

Antonio Mancini, detto l'accattone, è una figura storica di quella che fu la Banda della Magliana. In questo estratto dell'intervista di Sandro Ruotolo racconta "er sistema" di Mafia Capitale. "Io ero comunista e leggevo Pasolini. A San Basilio o sei comunista o sei ladro. O tutte e due le cose insieme. Quando hanno fatto il film "L'accattone" io entravo al cinema la mattina e uscivo la sera. Da qui il mio soprannome".

Su Mafia Capitale

"Sopra Massimo Carminati deve esserci un politico che muove i fili. Per forza deve essere un politico. Chi può essere? Di certo non un imprenditore, come può essere un costruttore di fama senza fare nomi. I soldi di un imprenditore li ha anche Carminati. Sicuramente è un politico e non di seconda fila. Ai tempi miei siamo arrivati ad Andreotti".

Antonio Mancini: Una storia criminale

Ho iniziato a rubare a 12 anni. C'è stata una ribellione interiore improvvisa. Ero stanco di vedere mio padre inginocchiarsi davanti al politico di turno. Poi ci sono state le rapine e abbiamo iniziato a spacciare la cocaina. Siamo entrati nel mondo dello spettacolo, nei night dove vedevamo che c'era un bel giro di droga. E così abbiamo iniziato a portare sui marciapiedi di Roma la polvere bianca. Poi ho fatto quattro omicidi, cioè quanto bastava per prendere Roma. Alla fine sono stato arrestato. Se tu spari oggi e spari domani alla fine ci sbatti il muso. Quelli che non venivano arrestati erano quelli che scendevano poco in campo”.