Le scelte di Draghi. L’analisi di Gianni Dragoni


di | 22 Gen 2015

"Mario Draghi sarebbe il candidato a Presidente della Repubblica in grado di mettere d'accordo un ampio schieramento, da Eugenio Scalfari fino a Silvio Berlusconi e gode anche di prestigio internazionale. Ma Draghi non è disponibile. Ha detto 'Non voglio essere un politico, è importante il mestiere che faccio'. Cioè vuole rimanere alla Banca Centrale Europea e completare il suo mandato da presidente che scadrà nell'ottobre del 2019. Al vertice della Banca europea ha una posizione strategica come dimostrano le decisioni storiche prese oggi".

Le pressioni della Germania

"E sta resistendo alle pressioni fortissime della Germania. I tedeschi di cosa hanno paura? Temono di dover pagare anche i debiti dei paesi del sud Europa, quelli che secondo loro sono le cicale. Draghi ha replicato dicendo che senza euro staremmo molto peggio sia al nord che al sud e la Bce non è responsabile per un paese ma per diciannove".

Il Quantitative Easing

"Oggi la Banca centrale ha deciso il Quantitative Easing, ossia una manovra monetaria che potrà arrivare fino a 1140 miliardi di euro. Dalla Bce partirà un'ondata di liquidità al ritmo di 60 miliardi al mese. Questi soldi serviranno per comprare titoli del debito pubblico dei paesi europei a certe condizioni. Quindi ci saranno più soldi in circolazione e questo dovrebbe favorire gli investimenti e l'occupazione".