Ferrara racconta Renzi e Berlusconi. Le due anomalie politiche italiane.


di | 15 Gen 2015

Giuliano Ferrara racconta Renzi e Berlusconi. L'ex direttore de Il Foglio racconta Matteo Renzi come epigono di Silvio Berlusconi. Due grandi anomalie nella storia della Repubblica. "Vorrei insistere sulla crisi dei partiti. Della Repubblica dei partiti che era organizzata intorno alla Costituzione e alle istituzioni così come erano venute fuori dopo la Liberazione con quella cultura, con quei principi, con quella divisione dei poteri. Con l'articolo 68 che impediva ai magistrati anche soltanto d'indagare gli uomini politici senza l'autorizzazione del Parlamento. La crisi di questo sistema, che coincideva con il crollo del Muro di Berlino, è stata devastante".

Renzi e Berlusconi

Una prima soluzione a questa crisi è stata l'anomalia della discesa in campo di Berlusconi che da solo fonda un partito con uno slogan quasi calcistico Forza Italia. L'imprenditore popolare che si mette a fare politica, questa era l'anomalia che aveva il suo baricentro a destra in grado di prendere i voti degli operai e dalle periferie. Siccome non si è ricostruita nel frattempo una Repubblica dei partiti, a questa prima grande anomalia è seguita la seconda: quella di Matteo Renzi. Uno che si presenta a 38 anni dicendo voglio il potere, voglio andare a Palazzo Chigi. Dice di voler rottamare tutta la classe dirigente del centrosinistra. Lui è spregiudicato. A differenza di Letta ha avuto il coraggio di far andare Berlusconi al Nazareno e stringere un patto con lui".