“Anonymous è un’idea, lottiamo per la libertà di espressione”


di | 27 Feb 2015

L'intervista integrale realizzata da Francesca Di Stefano al collettivo Anonymous, protagonista dopo gli attacchi di Charlie Hebdo di una grande offensiva online agli account filo-IS che diffondono la propaganda del Califfato. Il gruppo di hacktivisti racconta l'OpiceISIS e le altre campagne online che li hanno visti protagonisti. "Abbiamo eliminato circa 9000 profili inneggianti allo jihad globalmente, 2000 solo nelle ultime due settimane. Sappiamo che questa guerra online potrebbe durare anni, ma non possiamo fermarci, significherebbe non essere più noi stessi". "Chiunque lotti per la libertà di espressione, di parola o di stampa, chiunque si ribelli alla società per dire "No!" alla censura si può definire Anonymous", raccontano.

Una nuova idea di condivisione

"La nostra è un idea e le idee non hanno gerarchie e strutture interne. Dove la partecipazione è data la volontà comune di un cambiamento globale. Il fenomeno ha iniziato a diffondersi nel web nel 2003 e si è divulgato in tutto il mondo rapidamente grazie al nuovo concetto di identità condivisa. Anche i meno coraggiosi possono esprimere la loro idea nella garanzia di un completo anonimato. All'idea del nostro collettivo aderiscono persone di ogni genere. Siamo mussulmani, cristiani, ebrei, hacker, hacktivisti. Un ricco ed un povero, un giovane ed un vecchio, un uomo o una donna. Possiamo essere tutti".