Umberto Ambrosoli sulla mafia: “La politica non può negarla”


di | 5 Mar 2015

Umberto Ambrosoli sulla mafia e la responsabilità della classe politica. "Mafia corruzione e clientelismo appartengono alla stessa matrice culturale. La criminalità organizzata è cambiata ed occorre mutare pesi e misure anche nella comunicazione dei fatti. Bisogna cambiare la capacità reattiva a soprusi e corruzione. Io ricordo sempre le parole di Gherardo Colombo quando descrive come è finita Tangentopoli. Quando le indagini se la prendevano con chi incarnava il massimo del potere ed era lontana da ogni persona, c'erano le manifestazioni di piazza. Quando si è arrivati a prendere anche un comune vigile corrotto allora quella tensione e l'attenzione è venuta meno. Non c'è stata più la capacità reattiva, così è anche oggi per la corruzione. In questo vediamo l'enorme difficoltà nel fare leggi veloci che siano al passo dei tempi con i fenomeno corruttivi in continuo cambiamento".

Quando la politica tradisce se stessa

"La politica deve affrontare l'atteggiamento culturale che nega il fenomeno mafioso. Vi ricordate l'ex prefetto della città di Milano quando disse davanti alla commissione Antimafia che a Milano la mafia non esiste. Quando succede questo la politica tradisce la sua funzione. Aiuta il diniego della responsabilità sociale. La politica deve imparare a dire parole di verità per chiamare tutti ad una battaglia contro i fenomeni criminali ".