Giuseppe Cimarosa: “Mi sentivo colpevole perché parente di Messina Denaro”


di | 5 Mar 2015

Giuseppe Cimarosa: "Da quando ero piccolo si parlava di Matteo Messina Denaro come di un criminale di grandissimo spessore. Mio padre, accusato di averne favorito la latitanza, è stato arrestato due volte. Ma non mi ha mai detto nulla quando inveivo contro la mafia, anzi era contento che combattessi per le mie idee. Mi sentivo colpevole  perché parente di un mafioso".

I sogni del futuro

"Io devo parlare di nuovi sogni perché quelli che avevo un tempo li ho già realizzati. Mi sento una persona felice da quel punto di vista. Adesso per me è iniziata una nuova vita perché ho visto tutta quella parte di mondo che avevo sempre evitato. Ho visto quali sono i veri problemi del sud e ci sarebbe da parlare tanto. Io mi auguro che i cittadini capiscano che non dobbiamo aspettare la risoluzione dei nostri problemi dall'esterno. Dobbiamo essere noi a fare qualcosa. Io voglio vincere questa scommessa partendo da Castelvetrano. Nel mio paese siamo stanchi di essere etichettati come la cittadina di Matteo Messina Denaro. Le persone per bene vogliono reagire".

L'elogio dello scrittore Aldo Busi

"Giuseppe Cimarosa è un artista, perché ha il talento della libertà. Nessuno potrà ingabbiarlo, si è smarcato da un destino crudele e si è impossessato della propria vita. E’ vero che i parenti non si scelgono, ma i cugini di secondo grado li si può mandare a fanculo".