Dalla guerra ai ruderi di Caltanissetta: l’odissea dei profughi


di | 23 Apr 2015

Fuori dal CARA di Caltanissetta alle 8.30 si accalca già una ressa di migranti. Cercano di presentare la richiesta di asilo o un letto per dormire. Ma per molti di loro sarà un tentativo vano. Così, giorno dopo giorno, si sono attrezzati per vivere nella campagna vicina, trasformando un vecchio rudere in un rifugio che accoglie più di 10 persone contemporaneamente.

La testimonianza dei profughi

“Sono venuto in Italia perché in Pakistan c’è la guerra. Studiavo per diventare insegnante ma i talebani non sono molto interessati a questo tipo di educazione” racconta uno di loro. “Per arrivare in Italia ho pagato 6000 euro. Ho attraversato l'Iran, la Turchia, la Bulgaria, l'Ungheria e l'Austria. Qui in Italia mi aspettavo rispetto umano. Le persone che vengono qui sperano di ricevere rispetto dagli italiani. Invece qui abbiamo un sacco di problemi. Abbiamo paura che crolli il soffitto, entrano i serpenti in casa”.