Servizio Pubblico non diffamò Renato Farina


di | 11 Mag 2015

Servizio Pubblico non diffamò Renato Farina. La seconda sezione civile del Tribunale di Monza ha rigettato la richiesta di risarcimento danni per diffamazione avanzata da Renato Farina nei confronti di La7. La contestazione nasceva da un servizio trasmesso nel corso della puntata di Servizio Pubblico del 25 ottobre 2012. Per introdurre un’intervista di Luca Bertazzoni all'allora parlamentare del Popolo delle Libertà, condannato a 6 mesi per favoreggiamento e a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, veniva mandata in onda una sovrimpressione che recitava erroneamente “Renato Farina – PDL – condannato in via definitiva a 6 anni – favoreggiamento – condannato a 2 anni e 8 mesi – falso in atto pubblico”. Un estratto del servizio contenente la stessa sovrimpressione era poi stato ritrasmesso quattro giorni dopo da La7. Come spot pubblicitario all'interno della trasmissione “L’infedele” di Gad Lerner. Nonostante Luca Bertazzoni facesse correttamente riferimento nel corso dell’intervista alla condanna di 6 mesi anziché 6 anni, e nonostante Michele Santoro avesse rettificato in occasione della successiva puntata di Servizio Pubblico dell'8 novembre, ammettendo l’errore nella redazione della grafica, Farina aveva comunque citato La7 in giudizio. L’ex parlamentare del Pdl lamentava inoltre l’utilizzo dell’espressione “condannato in via definitiva” per un processo conclusosi con il patteggiamento. Supportando la sua richiesta di risarcimento con una serie di telefonate d’insulto ricevute dalla sua assistente e la prescrizione di antidepressivi nei giorni successivi alla messa in onda. Il giudice Nicola Greco ha rigettato la richiesta, evidenziando con stupore come, nonostante Farina si fosse accorto della sovrimpressione nello spot “che appare sullo schermo per un solo istante”, abbia ignorato fino al giorno della sentenza la rettifica effettuata da Michele Santoro.

Nel merito dell'intervista

Entrando nel merito dell’intervista. La sentenza sottolinea come Luca Bertazzoni abbia correttamente fatto riferimento alla condanna per un periodo di 6 mesi e al patteggiamento che “trattasi di sentenza equiparata a pronuncia di condanna”. “La grafica di cui si duole Farina non può che essere inserita nel servizio televisivo di cui costituisce elemento” scrive il giudice “[…] per chi ha visto il servizio è risultato chiaro che la condanna per il delitto è stata a 6 mesi (come da dichiarazioni rese) e non 6 anni (come da grafica apparsa). Considerata anche la chiarezza, precisione e non equivocità della rettifica di Michele Santoro, il giudice ha respinto la richiesta di Farina, condannandolo al risarcimento delle spese legali.