Michele Santoro e la censura. La presentazione di Rosso di Sera


di | 15 Giu 2015

Michele Santoro e la censura. “Perché parlo di censura? Guardate dove sono oggi i censurati dell’editto bulgaro. Non mi risulta che Daniele Luttazzi possa fare un programma in televisione. Sarebbe stato giusto che a sanare questa ferita, almeno simbolicamente fosse stato il servizio pubblico della Rai. Visto che Daniele Luttazzi fu cacciato dalla Rai. Dal punto di vista della satira oggi c’è Crozza, che comunque sta su una rete più piccola, non ci sono più i programmi dei fratelli Guzzanti o di Serena Dandini.

Michele Santoro e la censura: l'analisi della tv di oggi

"Se la censura non c'è, vi chiederete: perché? Perché il meglio delle intelligenze italiane non si esprime sulle reti con il maggiore ascolto? Perché Celentano non ha più fatto un programma televisivo? Non penso sia una sua scelta. Direi che c'è un certo timore che prevale. Io ho sempre considerato la televisione un atteggiamento politico della società. Può sembrare strana questa mia definizione ma è esattamente così. Cosa vogliamo fare della nostra televisione? Questo elemento non è chiaro. Solo la Rai può imprimere una svolta alla modernizzazione del sistema televisivo. Ma va riformata e riformarla non costa niente. La censura forse non esiste, esiste il conformismo, che per certi versi non è diverso”.