Il mistero di Attilio Manca (Prima parte)


di | 13 Gen 2016

La morte di Attilio Manca: storia di un "suicidio di mafia"? Il giovane urologo siciliano che avrebbe curato Bernardo Provenzano durante la latitanza nel 2003 è stato trovato morto il 12 febbraio 2004 nella sua casa di Viterbo. Il caso è stato archiviato come un'overdose, ma le immagini del rinvenimento del corpo sembrano raccontare un'altra verità. Le testimonianze dei cittadini barcellonesi che conoscevano il giovane medico. E il dolore della mamma che continua la sua battaglia per scoprire cosa sia realmente successo a suo figlio.

La prima parte dell'inchiesta

Il reportage di Francesca Fagnani in esclusiva per Servizio Pubblico. Nella prima parte dell'inchiesta siamo a Barcellona Pozzo di Gotto. Qui il boss Bernardo Provenzano si sarebbe rifugiato nel convento di Sant'Antonino e qui avrebbe ricevuto la prima visita medica del giovane urologo.

La morte di Attilio Manca

La seconda parte dell'inchiesta. Le parole dell'avvocato della famiglia Manca, Antonio Ingroia. "Quella scena trovata dagli inquirenti quando entrano a casa di Attilio Manca non è la scena di una morte come sembra. Ma è una messa in scena. Cioè è stata costruita un'apparente causa dovuta alla cosiddetta overdose volontaria. A cominciare dall'assurdità del buco fatto sul braccio sinistro da un mancino. E poi abbiamo l'assenza di impronte sulle siringhe".