Essere poliziotti a Napoli. Il reportage di Sandro Ruotolo


di | 7 Feb 2016

Essere poliziotti a Napoli. Troppa criminalità, poche risorse e sempre meno uomini. Le forze dell’ordine a Napoli sono ridotte allo stremo, mentre diminuisce la fiducia della gente nei loro confronti. “Siamo tutti vecchi. Se ne vanno in 10 e ne entrano 3”, racconta una poliziotta, lamentandosi delle sue difficoltà quotidiane. Le chiamate, spesso, sono per scontri a fuoco e la paura è tanta. “Cosa chiederei a Renzi? Di venire a passare una giornata con me”. E sul carabiniere che avrebbe sparato inavvertitamente a Davide Bifolco: “Il mio collega non è un assassino”.

Dentro casa Bifolco

“Non abbiamo avuto il tempo di conoscere nostro figlio, ce l’hanno portato via”, il padre di Davide Bifolco se la prende con il carabiniere che, forse inavvertitamente, ha ucciso il figlio. “ Con un colpo ha ammazzato tre persone: Davide, mia moglie e me”.  Tutti gli uomini rimasti della famiglia Bifolco hanno precedenti con la giustizia. “Anch’io ho commesso un  reato”, confessa il padre,“perché non c’è lavoro e ho fame”.