Camorra, Cosentino condannato a 9 anni. Quando disse: “Io vittima”


di | 17 Nov 2016

Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi e coordinatore campano di Forza Italia, è stato condannato a 9 anni di carcere perché riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione camorristica. Ha costruito, attraverso la società dei rifiuti Eco4, un sistema di potere e di consenso elettorale fondato sull’appoggio della camorra di Casal di Principe. La Procura aveva chiesto 16 anni per 'Nick ‘o mericano' che è andato via dall'aula prima della pronuncia dei giudici. Ad accusare l’ex sottosegretario sono stati numerosi pentiti, a verbale e in aula. Secondo l’accusa è stato sin dal 1980 e fino al 2014 il referente politico-istituzionale dei clan Casalesi dai quali avrebbe ricevuto sostegno elettorale e capacità di intimidazione. E ai quali avrebbe offerto la possibilità di partecipare ai proventi degli appalti del ciclo dei rifiuti e delle assunzioni.

Cosentino condannato: l'impianto accusatorio

L’impianto accusatorio si è concentrato intorno alle vicende della nascita della Eco4 con a capo i fratelli Sergio e Michele Orsi. Quest’ultimo ucciso nel 2008 dall’ala stragista del clan di Giuseppe Setola). L’Eco 4 fu “società a partecipazione mafiosa”, sostiene il pm Milita. Questo il contesto in cui la Procura ha collocato gli sversamenti illeciti nel casertano e fuori regione, e la mancata realizzazione dell’inceneritore di Santa Maria la Fossa. Cosentino avrebbe fatto finta di appoggiare i comitati che si battevano contro l’impianto per favorire invece un altro progetto. Cosentino avrebbe avuto un controllo assoluto sulle assunzioni e sugli incarichi all’interno della Eco4. Per il pm, Cosentino da un lato aveva il progetto di realizzare il ciclo integrato dei rifiuti nel Casertano. Dall’altro, sfruttava il suo ruolo e le sue relazioni per favorire la camorra in cambio di voti. Accuse che Cosentino ha sempre respinto. Così come è successo durante l'intervista con Servizio Pubblico andata in onda il 18 gennaio 2013. "Io sono la vittima di un complotto di pentiti perché ho fatto parte di un governo che ha votato tante leggi contro la camorra. Io la camorra la schifo e schifo i camorristi. Io non ho mai avuto la possibilità di difendermi".