Robinù, Mattarella: “Un film di alto valore sociale”


di | 30 Nov 2016

È ai giovani protagonisti del film documentario di Michele Santoro "Robinù", detenuti nel carcere di Poggioreale a Napoli, che si rivolge direttamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ai giovani protagonisti del film faccio i miei complimenti e gli auguri per un film di alto valore sociale – dice il capo dello Stato. – Questa proiezione di Robinù avviene non in una sala cinematografica, ma all’interno di un carcere, cioè di un luogo di privazione della libertà e perciò di disagio, di sofferenza. L’istituzione carceraria rappresenta per lo Stato una necessità non derogabile ma, alcune volte, è anche una sconfitta. Diventa una sconfitta quando a varcare le porte del carcere è un giovane proveniente da un contesto sociale difficile, segnato da una forte presenza di criminalità. È una sconfitta perché segnala la mancanza del sistema educativo e della vicinanza dello Stato”.

Mattarella. Una seconda possibilità

Sulla necessità di poter dare a questi giovani una seconda possibilità insiste il presidente Mattarella. “Il carcere comunque non è e non deve mai essere il luogo dove viene negata la speranza. A nessuno, tantomeno ai giovani deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi. Lasciamo i sentieri dell’odio e della violenza che non portano felicità ma producono e moltiplicano soltanto sofferenza e paura. Ai ragazzi, anche nella cella di un carcere, nella privazione della libertà, nella lontananza degli affetti famigliari, le istituzioni devono essere accanto. (…) Servono anche, è naturale, l’attenzione e la partecipazione della società civile. L'attenzione degli intellettuali, degli artisti, dei mezzi di comunicazione. Chi esce dal carcere non sia isolato ma torni a sentirsi a pieno titolo cittadino e membro della nostra comunità nazionale. Cambiar vita è possibile ed è l’unica strada positiva. Io starò attento alla vostra condizione.” Il film documentario, presentato alla 73° Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia è stato girato proprio nel carcere di Poggioreale. È qui che le telecamere di Santoro, che ha scritto e diretto il documentario con Maddalena Oliva e Micaela Farrocco, hanno incontrato le facce vere dei baby boss, con il loro racconto diretto e senza alcuna mediazione: ragazzi che non parlano italiano, che hanno i denti devastati dalla droga ma che esprimono sentimenti e passioni di una forza sconosciuta al Paese “normale”. Come Michele, 22 anni e altri 16 da scontare nei padiglioni di Poggioreale, che assieme ad altri 120 detenuti, tutti tra i 20 e i 30 anni d’età, assisterà alla proiezione del film di cui è protagonista. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando parteciperà al dibattito che seguirà la proiezione. Robinù, prodotto da Zerostudio’s e da Sandro Parenzo per Videa Next Station. è un film documentario di Michele Santoro. Da un’idea di Michele Santoro e Maddalena Oliva. Sceneggiatura di Michele Santoro, Maddalena Oliva, Micaela Farrocco. Fotografia di Raoul Garzia e Marco Ronca. Suono di Peppe Vitale e Valentino Bianchi: Musiche originali di Lele Marchitelli; aiuto regia e montaggio di Alessandro Renna.