Travaglio sulle intercettazioni Mancino-Napolitano


di | 7 Dic 2012

Marco Travaglio analizza il comunicato stampa sulle intercettazioni Mancino-Napolitano. Poca chiarezza, giri di parole ed un linguaggio da Azzeccagarbugli: "Il Capo dello Stato non è intoccabile".

Travaglio sulle intercettazioni Mancino-Napolitano

Questo il comunicato con cui la Consulta ha dato ragione a Napolitano:
"La Corte costituzionale in accoglimento del ricorso per conflitto proposto dal Presidente della Repubblica ha dichiarato che non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo di valutare la rilevanza della documentazione relativa alle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, captate nell'ambito del procedimento penale n. 11609/08 e neppure spettava di omettere di chiederne al giudice l'immediata distruzione ai sensi dell'articolo 271, 3 comma, c.p.p. e con modalità idonee ad assicurare la segretezza del loro contenuto, esclusa comunque la sottoposizione della stessa al contraddittorio delle parti".

Travaglio sulla Trattativa

"Sembra una roulette russa. Ci sono molti responsabili, molti conoscitori di questa storia, poi ci sono alcuni che ci finiscono dentro. Una cosa così seria e così grave non viene messa in piedi da qualche ufficiale dei Carabinieri e da un paio di politici. Saranno centinaia le persone che sanno e che hanno fino a oggi hanno mantenuto un segreto assolutamente impenetrabile" - arringa Travaglio - "Se si è acceso un lumino è perché hanno parlato i mafiosi e i figli dei mafiosi, non i politici. Il generale Mori parla perché prima di lui ha parlato Brusca del papello riferitogli da Riina. C'è sempre prima la mafia che parla, poi lo Stato. Proprio perché è stato lo Stato ad aprire la Trattativa. E non perché sia sconvolto dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio. E' quando ammazzano Lima che impazziscono tutti. I politici dopo Lima si salvano tutti, muoiono i magistrati".