La mafia è bianca

Totò Cuffaro, uscito dal carcere da pochi mesi dopo la condanna per favoreggiamento a Cosa nostra, parla all'Huffington Post: “Avevo un milione e 800mila voti, ora si spostano nel Pd, la mia classe dirigente è con Renzi". Indagini, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, interrogatori e processi disegnano la trama di un giallo popolato da boss di Cosa Nostra, potenti uomini politici, imprenditori milionari, pentiti di mafia e medici. Il film documentario “La mafia è bianca” racconta i cambiamenti dell’organizzazione criminale sotto la guida del superlatitante Bernardo Provenzano: un film che pone pesanti interrogativi sull’oscuro intreccio tra Cosa Nostra e la politica e documenta una nuova stagione del potere.

In primo piano

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[Parte 1] La mafia è bianca

L'inchiesta di Stefano Bianchi e Alberto Nerazzini
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[Parte 2] La mafia è bianca

Cosa nostra e sanità
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[Parte 3] La mafia è bianca

Criminalità organizzata e politica
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[Parte4] La mafia è bianca

Il contadino, Brusca e il piccolo Di Matteo
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L'INCHIESTA DI STEFANO BIANCHI E ALBERTO NERAZZINI

Totò Cuffaro, uscito dal carcere da pochi mesi dopo la condanna per favoreggiamento a Cosa nostra, parla all'Huffington Post: “Avevo un milione e 800mila voti, ora si spostano nel Pd, la mia classe dirigente è con Renzi". Nell'inchiesta "La mafia è bianca" ripercorriamo la genesi mafiosa di "Totò Vasa Vasa" all'epoca Presidente della regione Sicilia.

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Un giovedì d’autore: L’auto bruciata di Dina e la storia di Scarantino

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